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La tipografia del Senato nasce con la denominazione di «Forzani e C. Tipografia del Senato», società il cui maggiore azionista era il comm. Paolo Bondesia, Referendario alla Corte dei Conti, il quale avendo seguito le sorti della capitale da Torino a Firenze ed infine a Roma, la fondò nel 1876 e ne assunse la guida. Il primo contratto con il Senato risale all’anno successivo, il 1877, e porta la firma del Presidente, il Senatore Pasolini dall’Onda.
Fra le prime pubblicazioni spiccano: la «Summa Theologica» di S. Tommaso d’Aquino, edizione premiata con medaglia d’oro da Papa Leone XIII, opera di grande valore religioso; L’«Almanacco dei giornalisti», volume di saggi critici e novelle, prevalentemente legato al movimento della Scapigliatura milanese; inoltre opere di Giovanni Prati, Giuseppe Revere e altri. Scomparso il Comm. Bondesio gli successe il nipote Giovanni Bardi, di famiglia fiorentina, il quale, seppure appassionato di Storia Naturale, si laureò in Giurisprudenza discutendo la tesi «La riforma del Senato», relatore Vittorio Emanuele Orlando. Nel 1902 Egli iniziò l’attività imprenditoriale assumendo la gestione dell’azienda ed è in quegli anni che la tipografia cambia la sua denominazione in ‘Tipografia del Senato del dott. Giovanni Bardi’, ragione sociale che rimarrà fino al 1954. A quel tempo la composizione dei testi era eseguita con macchine a piombo Linotype e Monotype e l’impaginazione si realizzava a mano.
Nel 1980 il sistema fu radicalmente trasformato da rinnovate tecniche grafiche.
Nel 1919 Giovanni Bardi creò la «Libreria di scienze e lettere» con sede in Piazza Madama che per anni fu luogo d’incontro di intellettuali antifascisti, cenacolo di molti studiosi di diverse discipline, di alcuni dei quali divenne l’editore prediletto. Fondò la «Rivista di biologia» e pubblicò per il prof. William Mackenzie, «Metapsichica moderna» e altre opere di autori insigni quali Antonio Bruers, Giuseppe Lugli, Adriano Tilgher, Luigi Grassi, D. Redig De Campos e, negli anni ’50 Leonardo Sciascia al suo esordio. Molte di queste furono stampate nella ‘Tipografia dei Lincei’, acquistata nel 1924, i cui locali erano all’interno di Palazzo Corsini in Via della Lungara, e che aveva in Italia il privilegio di possedere rarissimi caratteri da stampa multi-lingue come il cirillico, l’etiopico, l’ebraico, il geroglifico, il giapponese, il persiano e altri di interesse scientifico (chimici, algebrici, ecc.), alcuni di questi necessari alla stampa dei XXX volumi della «Rivista di studi Orientali» che si protrasse fino ai 1935.
Tutte le pubblicazioni esprimono i molteplici interessi culturali di Giovanni Bardi, che amava seguirle in ogni dettaglio, dalla stampa alla veste editoriale.
L’eleganza che le distingueva era frutto di un amore della perfezione che rivelava lo spirito da mecenate, più che da imprenditore, del suo curatore. Scomparso nel 1954 il dott. Bardi, compianto dai molti che ne avevano conosciuto sia la giovialità che il senso di giustizia e la nobiltà di intenti, nell’azienda, mutata in società di fatto, entrano come titolari i figli Paolo, Simonetta e Donata. Questi, ancora molto giovani, lasciarono alla madre, Sig.ra Tilde Bardi, la gestione dell’Azienda, che ne guidò in quegli anni difficili la ripresa con grande capacità e tenacia. Fu poi affiancata, fino alla sua morte, avvenuta nel 1975, dal figlio maggiore Paolo, stimolato da interessi culturali e umanistici, a seguire la via tracciata dal padre.
Nel 1976 la ‘Tipografia Bardi’ fu trasformata in Società di capitali con la nomina di un Consiglio di Amministrazione e di un Direttore Generale, cambiando la sua denominazione in ‘Eredi dott. G.Bardi s.r.l.’ e la proprietà passò ai fratelli Paolo e Simonetta Bardi.
La primaria attività dell’azienda rimane la pubblicazione degli «Atti Parlamentari», ma prosegue anche quella di opere di impegno artistico e culturale secondo la tradizione e nel ricordo dello spirito di chi vi ha operato. In una continua opera di aggiornamento e di modernizzazione dei macchinari al passo con i tempi, essa si riconferma all’avanguardia nel settore.
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